Chi siamo?

La mia foto
Una domenica pomeriggio, tornando verso Bologna per gli stradelli guelfi, godendo del paesaggio, pensammo: “come sarebbe bello fare queste strade con le nostre bici”. Ci siamo guardate negli occhi: in quell'istante è nata l’idea del bigatour. Siamo 6 donne del 2012: precarie, flessibili, senza soldi, artiste, ciapinare, più vicine ai 30 che ai 20, abitiamo a Bologna, ma non siamo tutte bolognesi, e ci siamo trovate un po’ per fortuna, un po’ per caso, un po’ in un b.u.c.o. Usiamo la bici quotidianamente come mezzo di spostamento, crediamo in una vita con spirito sostenibile, non abbiamo soldi per fare grandi viaggi, per comprarci le bici da corsa e per pagarci l’acquagym e la palestra che ti fanno il culetto sodo ogni mese. Così partiamo con grazielle e bici da città, con poche cose ma molto entusiasmo, nel mese più caldo sì, andando a trovare genitori e amici, all’avventura, cantando, per strade ciclabili e sostando in campi di contadini con frutta. 6 donne, 6 bici, 11 ruote (la ruota di Blatta-la graziella ci ha abbandonato a 2 km dalla fine..) 2 tende, 1 mappa rispettata, 1 carrellino miranda, 1rapporto amoreodio con i pantaloncini imbottiti = 28. La luna ci ha portato fortuna
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domenica 4 agosto 2013

Dove siamo, chi siamo, dove andiamo?

Dove siamo, chi siamo, dove andiamo?

Siamo sempre sei donne del duemilatredici, sempre precarie, flessibili, senza soldi, artiste, ciapinare, trentenni. Abitiamo sempre a Bologna, ma chissà se sarà per sempre. C'è chi dice andiamo in campagna, chi andrà a Londra, chi cambierà coinquilini, chi resterà nel nido e chi continuerà ad avere i punti interrogativi in fronte.
Quest'anno è stato un anno pieno, colmo, strabordante, a volte addirittura pesante. Carico di scelte da prendere o di campi di impegni da arare.
La realtà non è un musical, ci sono contingenze che possono impedirci di sognare, impegni che non ci lasciano liberi di prendere lo zainetto e partire; ci sono soluzioni da trovare e flessibilità imposte da accettare.
Quest'anno è stato difficile a volte, si, ma c'era qualcosa che lo rendeva speciale. Sapere che, sempre e comunque c'era un pezzo di catena a legarci l'una all'altra. Sapere che se vuoi, prendi la bici e arrivi al mare in due giorni, e lo puoi fare.
Sapere che di viaggi in bici ce ne sono tanti, ma di bigatour, quello con le bici da città e sei donne tornado, ce ne è uno solo.
Sapere che, anche se in questo momento non siamo sulle due ruote a pedalare, è come se fossimo costantemente in viaggio sulle montagne russe.
Sapere che la realtà non è un musical, ma a volte può diventarlo, mentre si canta pedalando per gli stradelli verso il mar.




giovedì 1 agosto 2013

Un anno dopo

Un anno fa eravamo appena partite per il bigatour con una graziella e cinque bici senza cambio.
Un anno fa scorrazzavamo tra stradelli guelfi e ciclabili nel lungo mare godendo della leggerezza.
Un anno fa, dopo 12 giorni e 350 km percorsi, saremmo arrivate a Giulianova.

Un anno dopo siamo nostalgiche del vento tra i capelli, del mare a sinistra e delle colline a destra.
Un anno dopo ogni volta che prendiamo la bicicletta un po' di bigatour è sempre con noi.
Un anno dopo siamo ancora precarie, flessibili ma innamorate della vita e con una catena di bici al polso.

Quanta voglia di ripartire adesso.

Fate tanti viaggi, fateli in bici, respirate aria buona, ospitate e fatevi ospitare, fate girare il karma buono e date date date tutto voi stessi in ogni cosa che fate che è tutto una meravigliosa ruota che gira.


"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.


Albert Einstein"


venerdì 29 marzo 2013

Per Sempre.


Un bigatour è per sempre

Questa estate siamo partite da Bologna e siamo arrivate a Giulianova, con le nostre biciclette da città senza cambi, abbiamo pedalato per 350 km, con le colline a destra e il mare a sinistra, e abbiamo capito che un bigatour è per sempre.

E ieri sera, sedute tutte e sei attorno a un tavolino, iniziando a raccontare molteplici storie ed accavallando parole, abbiamo deciso che un bigatour solo non basta, e allora ci vogliono un secondo, un terzo, un quarto e un quinto e un …nesimo bigatour. 
Servono più bigatour per tutti, ed è necessario per noi partire di nuovo.
Sempre con le nostre bici da città senza cambio, legando ai pedali l’apologia della leggerezza.
Un nuovo bigatour è in preparazione.
Restate connessi.


 


 Sempre e per sempre tu 
ricordati 
dovunque sei, 
se mi cercherai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Ho visto gente andare, perdersi e tornare 
e perdersi ancora 
e tendere la mano a mani vuote 
E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade 
o con diverse scarpe 
su una strada sola




mercoledì 27 marzo 2013

"Narra la leggenda che qui abbia di fatto inizio il Bigatour."

In inverno un tale Gino ci scrisse.
Incuriosite lo incontrammo per prenderci un caffé alla Linea in una giornata di sole. Gli raccontammo del bigatour.

Si sa, i giornalisti sono un po' tutte delle prime donne -noi non da meno eh- e ,con il potere e la magia della loro penna, possono trasformarti dall'essere "veline che si vogliono fare conoscere in bicicletta"a "le donne avventura dei poveri precari".
Questa volta però le parole di Gino Cervi sono arrivate dritte al cuore. 

In queste giornate di pioggia, dove tutti abbiamo tanto bisogno di primavera, le sei ( S E I !!!) pagine dedicate al Bigatour sulla rivista Cycle Magazine ci hanno riempito il cuore di sole e di gioia.
Sfogliarlo, vederci, leggerci è stato emozionate. Lacrime a go go e una bella iniezione di karma positivo.
Vi lasciamo un piccolo estratto e qualche foto stupido-auto-celebrativa per il resto lo trovate in libreria insieme ad altre storie e racconti sulla bicicletta. Grazie Gino. Grazie Cycle. Grazie davvero

"Un tardo pomeriggio di una domenica di giugno, tornando in auto dal mare verso Bologna, per evitare il traffico congestionato dell’A14 e della SS9 quattro amiche si perdono per gli Stradelli Guelfi, mitica via di fuga che da San Lazzaro arriva fino a Cervia bordeggiando autostrada e via Emilia. 
Mentre l’ultimo sole colora di rosso la pianura e gli Appennini, le amiche si guardano intorno, e si domandano che cosa ci fanno inscatolate dentro l’auto. La risposta, a una sola voce, è: «Come sarebbe bello fare queste strade con le nostre bici!». Narra la leggenda che qui abbia di fatto inizio il Bigatour. Una svoltache ha fatto epoca, quasi quanto quella della Bolognina, ma per fortuna senza nemmeno versare una lacrima. Solo sorrisi.


Tutta colpa degli Stradelli Guelfi
Nel gergo bolognese la “biga” è la bici. Come in molte altre città emiliane, anche a Bologna – che, come tutti sanno, ha «il seno sul piano padano, e il culo sui colli» – la biga è da un secolo popolarissimo mezzo di trasporto. Pedalare a Bologna, nonostante si sia fatto molto per impedirlo, o quanto meno renderlo complicato, resta una tradizione ben radicata, che si trasmette di generazione in generazione.
Le nostre quattro amiche hanno bici normali, senza cambi, a volte anche meno che normali; insomma, spingono pedali e stringono manubri sostanzialmente buoni per gli spostamenti quotidiani: il lavoro, la scuola, la spesa... Mica per Grandi Tour. Ma non è questo a fermarle. Ormai hanno deciso, in quel fatidico pomeriggio: le vacanze estive saranno in bicicletta. Sì, ma perché limitarsi a una corsa al mare lungo gli Stradelli Guelfi? Le quattro amiche nel frattempo sono diventate sei."


... continua sulle pagine di CYCLE2!
...oppure quando ci vedete in giro fermateci che vi facciamo leggere tutto... noi ce lo abbiamo in borsa e ce ne vantiamo sfogliandolo nei momenti di tristezza ;)



domenica 20 gennaio 2013

PedalaBologna - il Bigatour su Cycle

Partite in estate all'insegna di un viaggio da dove non siamo ancora tornate...ci ritroviamo a scrivere su un sitoil Bigatour approda su Cycle.it con una sezione tutta a cura nostra su Bologna e le bici. 

PedalaBologna sìsìsì A voi il primo articolo, il secondo , il terzo e anche il quarto articolo

Continueremo a scrivere, qua e là, o meglio qui e lì.
E nostalgicamente ri-linkiamo il video del nostro magico Bigatour, che faccia sognare tutti e riscaldi il cuore in queste giornate d'inverno.





giovedì 3 gennaio 2013

reperti di biga

Sistemare la stanza fa trovare questi:



E allora gennaio inizia benissimo, inizia col mare d'inverno, la montagna piena di neve, dubbi amletici che spronano all'azione, e l'amore cosmico che invoglia a mettere il naso fuori.


"Ringraziamo la torta della Nora, terminata alle 17, il comitato partenza, e la vita , e la biga!...
Abbiamo imparato che: i neonati parlano inglese."


lunedì 10 dicembre 2012

di bici e di neve.

Ma chi l'ha detto che in inverno la bici non si usa?

Il freddo pungente è davvero pungente, le mani si raffreddano anche coi guanti e il naso si screpola. Ma intanto le gambe si scaldano, l'aria fresca ti sveglia di più alla mattina e ogni volta che arrivi a destinazione è come arrivare in uno chalet di montagna dopo una lunga sciata.
...E allora forse anche il cuore si scalda?

Ma quanto bello sarebbe avere il tempo per prendere e passeggiare, con o senza bici, in queste prime nevi e con quest'aria così buona da mandar giù?


Noi continuiamo a scorrazzare per la città su due ruote...non sono cambiati i tempi di precarietà e le auto, quelle scatolette carine con il riscaldamento dentro, poco ci servono.

Bologna è appena stata sede di una polemica a causa di un'ordinanza del Comune: un bell'articolo diceva che i mezzi a due ruote con la neve non potevano girare e chi veniva sorpreso in giro veniva multato con 39 eurini di multa. Per fortuna, dopo una rivolta del mondo a due ruote e non solo, l'ordinanza è stata ritirata.

Ho pensato che prima di farmi la multa devono prendermi.
Ho pensato che avrei accettato la multa solo se a farmela fosse stato un vigile in bici.
Ho pensato che basta andar un po' più piano, mettere i giusti accessori e che in bici con la neve e il freddo ci si va.

Perché è bello avere il freddo pungente in faccia, è bello parlare e chiedere informazioni alle persone al volo, è bello incontrare gente per caso, è bello scaldarsi dentro, è bello vedere le foglie gialle e rosse che riprendono i colori dei palazzi di Bologna, è bello guardare gli altri ciclisti sotto l'acqua e scambiarsi uno sguardo di "massima stimaaaa", è bello rinchiudersi in un bar perché fa troppo freddo, è bello fermarsi sotto un portico perché diluvia, è bello perché è tutta vita che entra dentro.


Ho pensato anche a quanti viaggi vorrei fare a due ruote in inverno

martedì 9 ottobre 2012

sui racconti e sulle bici dei bambini

Ieri ho realizzato che le cose che ho voglia di scrivere mi vengono in mente principalmente quando sono in movimento.
L'altro giorno per esempio arrancavo sul ponte san donato per andare a lavorare e ho immaginato una storia fatta di mare e vento, partenze e ritorni. Anche il treno è un ottimo sollecitatore di invenzioni narrative, e l'autobus è una balena di pinocchio dentro alla quale leggere storie.

giovedì 4 ottobre 2012

Topinambur

A volte capita che ci si affeziona alle cose.
Un disco. Una tazza. Un vestito.

Durante il bigatour ho indossato un vestitino comodo nero a pois verdi, così comodo che andava bene per pedalare (mettendoci sotto i pantaloncini imbotti!), per uscire la sera, per andare a fare escursioni notturni nel Conero...insomma una di quelle cose "mai più senza".
(Un vestito regalato da un'amica perché non lo metteva più...e che ora ne ha viste delle belle!)

E' autunno, ci metto sotto un paio di leggins, mini stivaletti e così va bene anche per questa mezza stagione.

Capita che percorrevo le strade della bassa pianura bolognese in una splendida giornata di sole di inizio ottobre.
Strade che assomigliano tanto agli Stradelli Guelfi, dritte e con poco traffico, dove trovi la signora che ha appena fatto la spesa, cacciatori sull'argine e tanti fiori gialli lungo i campi - quei fiori gialli bellissimi e altissimi che arrivano in autunno e che sputano ancora dove abitava la mia nonna, quei fiori gialli bellissimi che a me ricordano tanto la mia nonna.

Percorrevo quelle strade con lo stesso pandino a metano in cui è sbocciata l'idea del bigatour e con lo stesso vestitino nero a pois.

Ho desiderato tantissimo parcheggiare l'auto, chiamare le mie amiche, prendere la bici e ripartire.



Tornata a casa ho guardato su wikipedia e ho imparato che quei fiori gialli bellissimi sono di Topinambur.

Ecco in una domenica di sole in autunno porterò le mie amiche del bigatour a cercare Topinambur.




domenica 9 settembre 2012

la velocità giusta.

Siamo tutte tornate a Bologna.
Chi c'è già da qualche settimana, chi da poche ore. 

Bologna ti ricorda in poco tempo che c'è da correre, da trovare lavoro, che c'è quella cosa in sospeso, le bollette da pagare, che c'è da andare al centro per l'impiego, c'è da fare questo, c'è da dormire - o forse no perché l'insonnia torna a fare capitolino..- c'è da riprendere il ritmo
Quanto è difficile quest'anno riprendere il ritmo.
Perché é un ritmo alle volte troppo ansioso, troppo veloce, troppo.

Solo oggi ho recuperato la mia bici.
Avevo in prestito quella del mio coinquilino gli scorsi giorni...ma...
risalire, afferrare il manubrio, risentire quel sellino amato e odiato, riconoscere i rumorini della catena che ti dicono "Sì, qualche riparazione c'è da fare", ricordarsi cosa vogliono dire al cuore quei rumorini. 
E allora gli occhi cominciano a sorridere e l'aria in faccia ti ricorda la leggerezza..la lentezza.

Tenersi stretti la lentezza, la leggerezza, la bellezza del bigatour sono propositi per l'anno nuovo. 
Sì, perché i propositi per l'anno nuovo si fanno a settembre.
E se proprio ritmo vuoi accelerare, sappi che a nostro favore giocano i 350 km fatti: le distanze di Bologna dopo il bigatour sono molto più brevi.

Noi proveremo a starti dietro come in un tango lento. Provando a non inciampare.

Domenica prossima andiamo tutte ospiti al GoSlowSocialFestival a Milano a raccontare la nostra avventura e a ricordarlo a noi stesse - che ci farà senz'altro bene.
In settimana speriamo di andare dalla Claudia, che si è offerta, grazie all'articolo su GreenMe, di regalarci un massaggio shiatsu -we love u-
A inizio ottobre organizziamo la super cena di ringraziamento per tutte le persone che ci hanno sostenuto e aiutato nel bigatour. Cominciate a tenervi liberi e a controllare le buchette delle posta ;)

Nel mentre rimontiamo in sella in città, sperando e volendo mantenere la velocità giusta.


E a chi ci chiede "Come è andato il Bigatour?!" rispondiamo facendo sentire il polpaccio e quasi non parlando perché le parole non bastano mai per descriverne la bellezza.


venerdì 27 luglio 2012

riparazioni 3.0

Qualcuna è andata all'autoriparazione bici.
Qualcuna si è fatta aiutare dal papà.
Qualcuna si è fidata di meccanici speciali.


"Nel caldo bolognese di fine luglio riporto la mia biga dal suo papà in via Saragozza..
La biga, Kali, pezzo storico degli anni '60, ha bisogno di rifarsi il look in vista del bigatour.
Spiego al leggendario biciclettaio il nostro piano.
Dopo aver riso dice che siamo 6 matte e consiglia di prendere in treno. Peró non ha mai sentito nulla del genere e alla fine mi dice che la biga potrà affrontare il viaggio!!!

Gente strana ma gentile, questi biciclettai bolognesi...Resta che siamo matte per lui..."

un po' di foto del fuori negozio.
Le sei bici e le sei donne reggeranno il viaggio. Lui rimane un genio, massima stima!






giovedì 26 luglio 2012

Tappe 2.0

Aggiornando le carte, rimescolando chilometri.
In rosso le ospitalità mancate. A noi basta un giardino dove metter le tende...

Partenza: b.u.c.o., Via zago 11, Bologna e poi..
1) BOLO - SESTOIMOLESE  - 30 km circa -  31 luglio - Evviva L'ELI che ci ospita!

2) SESTOIMOLESE - BAGNACAVALLO  25 km circa - 1 agosto - Evviva Matteo che ci ospita!

3) BAGNACAVALLO - CERVIA - 29 km - 2 agosto  - tramonto alle Saline di Cervia con i fenicotteri e poi.. Evviva i cuochi di Cervia che ci ospitano

4) CERVIA-RIMINI - Savignano sul rubicone - 31 km - // 3 e 4 agosto// - Evviva EMA e i sui mille gatti. ATTENZIONE, forse EMA non c'è,  nel caso, qualcuno in zona RIMINI chi ci ospita?

5) RIMINI - PESARO non si è capito quanti km sono ma all'interno del tratto troveremo il meraviglioso, esaltante, strabiliante PARCO DI SAN BARTOLO. // 5-6 agosto // Evviva il camping PARADISO che baratta un pernottamento con animazioni per bambini: GRAZIE. Mitici

6) PESARO - SENIGALLIA - 32 km / 6 7 agosto ce ne vorremmo stare al JAMBOREE, con i tacchi alti e le rondini - chi ci ospita a SENIGALLIA? 

7) SENIGALLIA - P.to RECANATI - TRENO (dai non scherziamo il Conero è in salita...) 8 agosto - bagnetto al Conero!  chi ci ospita dalle parti del CONERO?

8) P.to RECANATI - SAN BENEDETTO 9/10 agosto - Casa dei genitori di Marianna, con le olive ascolane e le melanzane.

9) 10 11 agosto siamo al mare, sott'acqua, sulla spiaggia, e sicuramente alla Riserva Naturale della Sentina. Sempre da quei santi dei genitori di Marianna

10) SAN BENEDETTO - GIULIANOVA 34 km circa - 12 agosto - ARRIVO con bandiere e comitato di benvenuto - Casa dei genitori di Iris. 

Lasciamo le bici a casa di Iris e saliamo nelle riserve naturali dei monti d’Abruzzo, tra arrosticini e sagra del coatto.

e poi chissà.

citando


"Tutto in un viaggio lento, si riempie di simboli: la salita è penitenza, il bivio è scelta, il rettifilio introspezione"

"Un'equazione nuova: peso= autonomia = libertà = leggerezza"

Paolo Rumiz - E' Oriente


http://www.youtube.com/watch?v=FpIKPfj3Zro

Oh, martedì si parte!!

lunedì 23 luglio 2012

Sogni, Sorprese, Sardegna

Quando c'è il maestrale, meglio non andare al mare. Anche se è il mare paradisiaco della Sardegna.
Così, si va al bar. 
Leggevo Repubblica sorseggiando un caffè e a pagina 19 ho scoperto l'articolo su di noi. Sorpresa bellissima.
Ieri notte ho sognato che il mio papà mi trasformava, in mia assenza, la bici in una vespa azzurra!

Un abbraccio a quelle in città e a tutti quelli che stanno leggendo di questa avventura.
Io mi sto allenando, così:

Saludi e Trigu - foto di Giovanni Cireddu

martedì 17 luglio 2012

avventuriere sì, ma sciagurate no


Avventuriere sì, ma sciagurate no.
Odiamo i detti "donna al volante pericolo costante", anche perché una di noi è montanara ed è pronta a sfidare con il pandino a metano del papà i meglio ometti alla guida (le altre asseriscono che sì, è proprio vero). La montanara ha preso la patente sulla neve, tiè. Ma questi sono atri discorsi.

A parte ciò, le nostre bici da città ora stanno per essere rimesse a nuovo. Si, perché abbiamo avuto una primavera intensa.

Ciapinare in bolognese significa "tutto fare" e un'altra di noi sei è maestra in questo. Ha creato per la parata Par Tòt dei carri (con struttura a bici) meravigliosi e realizza cinture e opere artistiche con camere d'aria. Insomma, siamo in buone mani. E' il nostro meccanico di fiducia.
E più a suo agio con dei cacciaviti in mano che con una trousse di trucchi.

Queste settimane è tempo di chek up, montaggio di portapacchi, sistemaggio dinamo e luci, è tempo brugole, chiavi del 6 e dell'8 e cambio eventuale di freni. Chi è rimasta in città probabilmente andrà all'auto-riparazione bici (sì, a Bologna ci sono un sacco di belle iniziative per le biciclette) o alla ciclofficina di XM24, mentre le più fortunate sono seguite dagli occhi attenti dei papà.

"Ho raccontato ai miei del viaggio, e dopo un primo momento di -tu.sei.fuori.di.testa- si sono convinti. E poi si sa, i Papà sono sempre i Papà e forse il mio si sente più sicuro nel sapermi in giro per le strade dopo aver riparato insieme la bici, nell'avermi mostrato la mappa degli Stradelli Guelfi e nell'avermi detto come si gonfia una ruota o si svita una vite - si papà, lo so già fare, ma si, ti ascolto ancora perché in fondo è bello così-.
Lui, oltre a essere un Maestro Ciapinaro, è un grande riciclatore. Ha trovato una bici mezza rotta di fianco a un bidone del rusco (in italiano: bidone della spazzatura), l'ha caricata, insieme a me l'ha smontata e abbiamo riciclato alcuni pezzi per la mia. Così oggi ho un nuovo portapacchi posteriore, due nuovi pedali e le lucine in mezzo alle ruote. Ammetto che la dinamo l'ha messa a posto lui.
Non è solo un fatto di non avere i soldi da investire in super attrezzature, è il senso del "guardandosi bene intorno, quel che serve c'è già. Ricicla, ricrea, riusa".
A questo pensavo mentre papà mi diceva di non stare a impazzire a cucirmi delle nuove sacche, perché forse in garage da nonna avrebbe trovato le sue, di quando lui andava a leggere i contatori in città in bici. 
Oggi io ho anche quelle: due bellissime sacche anni 80 - che a fantasia sembrano i portafogli che si trovavano dentro i detersivi da lavatrice in omaggio -; al massimo gli attacco qualche spilletta e un fiocchetto con le paillettes. Mi mancano ancora un portaborraccia, un portapacchi davanti su cui mettere il cestino, alcuni ricambi che in viaggio non si sa mai.
A mia nonna non ho ancora detto del bigatour, ma ogni volta che chiacchieriamo mi dice che "una volta si andava solo in bicicletta, quando c'era la guerra andavo in bici dai contadini fuori san lazzaro a cercare le uova."
Ecco forse non le dico che arrivo fino in Abruzzo, ma una bella cartolina, come ogni viaggio, gliela manderò sicuramente."




domenica 15 luglio 2012

Ci ha scritto una signora dall’Olanda


Ci ha scritto una signora dall’Olanda e quasi ci vengono i lacrimoni.

E’ straordinario sì. Non ci vengono altre parole in mente per descrivere questa sensazione.

Vogliamo dare un abbraccio graaaaande
a chi continua ad appoggiare quest'avventura (il Fiò che ci porta da bere alla partenza, la Lu che ci regala le miniborse frigo da bici)
a chi sta condividendo il nostro blog (Le recensioni di Roariab Ciclobby Onlus, Ciclofficina Popolare Ruotando, MountainBike-fb, Amicoinviaggio, ilsostenibile.it e tutti quelli che ci son sfuggiti..).
a chi ci raggiungerà strada facendo!

Grazie anche a chi ci dice “se volete ho la mountain bike da prestarvi”: forse siamo sciagurate ad avventurarci con le nostre citybike, ma non demordiamo! Al massimo - sempre in onore del prezioso  baratto - prestateci dei fisioterapisti al ritorno...

"Mitiche! Buon viaggio e godetevi la vita spensierata a 2 ruote (non motorizzate!)"
Critical Mass Bologna

"Certo che vi sosteniamo, forza !! Il gruppo e' importante, unite potrete andare lontano !
 attenzione a non andare troppo lontano !!"
Mountainbike-fb

Racconto n. 49 - Repubblica


Articolo su il.sostenibile, tutto su di noi
Articolo su IL.sostenibile


"Nutrito il seguito di sponsor e supporter"
Articolo su Amicoinviaggio

"Life is Like riding a biclycle. To keep your balance, you must keep moving"


giovedì 12 luglio 2012

..quel che fa rima con -TA'!

LiberTà - ospitaliTà - sostenibiliTà


La bicicletta è una di quelle poche cose che oggi ci regala ancora il senso umano di libertà: godremo del paesaggio, assaporando il senso del tempo e di quello che abbiamo intorno, emozionandoci. olè

Partiamo non inquinando all’insegna di un viaggio sostenibile, credendo nel valore del baratto e dell’ospitalità, nella forza delle nostre gambe, offrendo quello che sappiamo fare (trampoli, giocoleria, teatro, truccabimbi, raccontafavole, ultimate frisbee, entusiasmo) in cambio di un posto in cui mettere le nostre tende. 
Portiamo con noi lo stretto indispensabile, quel tanto che ci basta per pedalare. 


ps: con tà..fa un po' rima anche bicicletta ;)