Chi siamo?

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Una domenica pomeriggio, tornando verso Bologna per gli stradelli guelfi, godendo del paesaggio, pensammo: “come sarebbe bello fare queste strade con le nostre bici”. Ci siamo guardate negli occhi: in quell'istante è nata l’idea del bigatour. Siamo 6 donne del 2012: precarie, flessibili, senza soldi, artiste, ciapinare, più vicine ai 30 che ai 20, abitiamo a Bologna, ma non siamo tutte bolognesi, e ci siamo trovate un po’ per fortuna, un po’ per caso, un po’ in un b.u.c.o. Usiamo la bici quotidianamente come mezzo di spostamento, crediamo in una vita con spirito sostenibile, non abbiamo soldi per fare grandi viaggi, per comprarci le bici da corsa e per pagarci l’acquagym e la palestra che ti fanno il culetto sodo ogni mese. Così partiamo con grazielle e bici da città, con poche cose ma molto entusiasmo, nel mese più caldo sì, andando a trovare genitori e amici, all’avventura, cantando, per strade ciclabili e sostando in campi di contadini con frutta. 6 donne, 6 bici, 11 ruote (la ruota di Blatta-la graziella ci ha abbandonato a 2 km dalla fine..) 2 tende, 1 mappa rispettata, 1 carrellino miranda, 1rapporto amoreodio con i pantaloncini imbottiti = 28. La luna ci ha portato fortuna
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venerdì 28 marzo 2014

Bigatour nel Video di FuoriComeUnCopertone

Vi avevamo parlato del progetto Fuori Come Un Copertone, che racconta in modo divertente, simpatico e un po' folle la storia delle poltrone che fa Iris.

Eh beh, abbiamo fatto anche il video.  Delle Biga Girgls siamo in 4 nel video..ma è come se ci fossimo tutte!!

Buona Visione

giovedì 1 agosto 2013

Un anno dopo

Un anno fa eravamo appena partite per il bigatour con una graziella e cinque bici senza cambio.
Un anno fa scorrazzavamo tra stradelli guelfi e ciclabili nel lungo mare godendo della leggerezza.
Un anno fa, dopo 12 giorni e 350 km percorsi, saremmo arrivate a Giulianova.

Un anno dopo siamo nostalgiche del vento tra i capelli, del mare a sinistra e delle colline a destra.
Un anno dopo ogni volta che prendiamo la bicicletta un po' di bigatour è sempre con noi.
Un anno dopo siamo ancora precarie, flessibili ma innamorate della vita e con una catena di bici al polso.

Quanta voglia di ripartire adesso.

Fate tanti viaggi, fateli in bici, respirate aria buona, ospitate e fatevi ospitare, fate girare il karma buono e date date date tutto voi stessi in ogni cosa che fate che è tutto una meravigliosa ruota che gira.


"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.


Albert Einstein"


martedì 4 dicembre 2012

you are here


Oggi ho scritto una lettera a un amico che vive lontano, che non sentivo da tempo e che quest'estate se ne è andato in giro in autostop. Dalla finestra il cielo è bianco, sembra esserci un gran freddo là fuori, la bici ha il sellino congelato, il lavoro dista 20 minuti di pedalata. 
Però penso ad agosto, al caldo e a tutto il resto:

"...Questa estate è stata una delle più belle: ho viaggiato dentro e fuori di me, ho incontrato delle persone pure, ho respirato, il battito del cervello si è adattato alla lentezza, il corpo si è ascoltato, il cuore anche. Eravamo sempre accaldate, sudate, affamate. Dopo anni ho rivissuto la fame, sentire i crampi allo stomaco, sentire il cervello annebbiato e poi le forze che ritornano al primo morso di pizza, sentire i muscoli che fanno male e stenderli con lo yoga al mattino.
Mi sono trovata a pensare spesso al karma positivo, alla generosità disinteressata che ho incontrato e ancora non so dargli una spiegazione; forse doveva essere così e basta, forse bisogna avere più fiducia di quanta immaginiamo.
E poi ho pensato che si fa presto ad abituarsi allo stare in moto, seppure costi fatica, e invece non ci si abitua mai del tutto alla città, anche se la città è piccola e familiare come lo è bologna per noi. Da quando sono tornata però è come se quella bicicletta me la portassi dentro, come se non vedesse l'ora di uscire di nuovo..."

La bicicletta tra cuore e polmoni.

Buona giornata di dicembre.



domenica 9 settembre 2012

la velocità giusta.

Siamo tutte tornate a Bologna.
Chi c'è già da qualche settimana, chi da poche ore. 

Bologna ti ricorda in poco tempo che c'è da correre, da trovare lavoro, che c'è quella cosa in sospeso, le bollette da pagare, che c'è da andare al centro per l'impiego, c'è da fare questo, c'è da dormire - o forse no perché l'insonnia torna a fare capitolino..- c'è da riprendere il ritmo
Quanto è difficile quest'anno riprendere il ritmo.
Perché é un ritmo alle volte troppo ansioso, troppo veloce, troppo.

Solo oggi ho recuperato la mia bici.
Avevo in prestito quella del mio coinquilino gli scorsi giorni...ma...
risalire, afferrare il manubrio, risentire quel sellino amato e odiato, riconoscere i rumorini della catena che ti dicono "Sì, qualche riparazione c'è da fare", ricordarsi cosa vogliono dire al cuore quei rumorini. 
E allora gli occhi cominciano a sorridere e l'aria in faccia ti ricorda la leggerezza..la lentezza.

Tenersi stretti la lentezza, la leggerezza, la bellezza del bigatour sono propositi per l'anno nuovo. 
Sì, perché i propositi per l'anno nuovo si fanno a settembre.
E se proprio ritmo vuoi accelerare, sappi che a nostro favore giocano i 350 km fatti: le distanze di Bologna dopo il bigatour sono molto più brevi.

Noi proveremo a starti dietro come in un tango lento. Provando a non inciampare.

Domenica prossima andiamo tutte ospiti al GoSlowSocialFestival a Milano a raccontare la nostra avventura e a ricordarlo a noi stesse - che ci farà senz'altro bene.
In settimana speriamo di andare dalla Claudia, che si è offerta, grazie all'articolo su GreenMe, di regalarci un massaggio shiatsu -we love u-
A inizio ottobre organizziamo la super cena di ringraziamento per tutte le persone che ci hanno sostenuto e aiutato nel bigatour. Cominciate a tenervi liberi e a controllare le buchette delle posta ;)

Nel mentre rimontiamo in sella in città, sperando e volendo mantenere la velocità giusta.


E a chi ci chiede "Come è andato il Bigatour?!" rispondiamo facendo sentire il polpaccio e quasi non parlando perché le parole non bastano mai per descriverne la bellezza.


martedì 4 settembre 2012

La controra

Rubo una citazione a Giada, ma è calzante e appropriata, perchè parla di "un'orgia di analogici nell'era digitale".
Il tempo. 
I fusi orari.
L'alta velocità, Italo, l'aliscafo, achille piè veloce.
Corri veloce sui treni che forano i monti e dal finestrino vedi il verde che si mescola al blu e al giallo, è più o meno tutto marrone, che è la somma di tutti quanti i colori, e questo l'ho imparato osservando i bambini dipingere: alla fine se li lasci paciugare viene fuori sempre il marrone. 
A noi i colori piacciono nella loro interezza, nelle sfumature, nella consapevolezza che il giallo del grano e del girasole sono diversi se li guardi da vicino.
Capita di uscire alle otto del mattino con la pioggia, contare i minuti che mancano prima che arrivi l'autobus come fossero pepite d'oro sullo schermo atc, defluire veloci tra i lavori, e tornare a casa rapidi e affamati col buio e le scarpe stanche. La giornata è finita, le mail lampeggiano, la lavatrice spera di essere imboccata ma non c'è più tempo, perchè gli studiosi consigliano almeno otto ore di sonno.
Da piccola il tempo trascorso a dormire mi sembrava sprecato, l'avevo sentito dire a pollyanna cantata da cristina d'avena, e di questo concetto avevo fatto il mio mantra. Ma era fame di cose e mondi, e non
rincorrersi di scadenze e date.
Devo inviare ancora qualche curriculum e scrivere su un foglio che sì, ho fatto il vaccino dell'antitetanica.
Agosto è stato un tempo zero. Un tempo corpo senza affanni. E' stato distinguere i colori e i sapori, riappropriarsi della digestione, del sonno, della stanchezza, degli occhi, degli odori.
Agosto è stato pieno di tutti quei dettagli che ti sfuggono o si confondono.
E' stato una immobilità umana, non forzata dalle leggi della penisola, ma voluta, scelta, pensata e vissuta.
Respira, pedala, cammina.
Tra l'analogico e il digitale noi preferiamo la controra.
bigatour sugli stradelli guelfi



giovedì 26 luglio 2012

citando


"Tutto in un viaggio lento, si riempie di simboli: la salita è penitenza, il bivio è scelta, il rettifilio introspezione"

"Un'equazione nuova: peso= autonomia = libertà = leggerezza"

Paolo Rumiz - E' Oriente


http://www.youtube.com/watch?v=FpIKPfj3Zro

Oh, martedì si parte!!